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Denti che si svuotano e devono essere devitalizzati

Inserisco soltanto a giugno 2009 la seguente segnalazione, perchè non pensavo inerente, ma visto i continui e rapidi eventi succeduti negli anni che hanno seguito la manifestazione della GCAA nel 2003, mi hanno indotto a credere che forse un legame esiste.
Bene, anzi male, da allora ad oggi, ho perso (nel senso che sono stati devitalizzati, quindi “uccisi”) numerosi denti (6 per l’esattezza).
All’inizio appunto, credevo carie batteriche come avviene in chiunque, ma la stranezza di queste carie è che non si manifestano esternamente se non quando all’interno del dente praticamente non c’è più nulla da salvare. Inoltre la mia sensibilità al dolore (cioè l’insensibilità) non mi fa avvertire alcun dolore se non quando praticamente il dente è letteralmente svuotato dalla carie.
Nel giro degli ultimi 3 anni, ho devitalizzato 3 denti. In realtà il terzo di questi denti lo devo devitalizzare tra due settimane, ma l’ho (il dentista), scoperto solo a distanza di 10 mesi dall’ultimo controllo odontoiatrico fatto proprio dopo una precedente devitalizzazione. Anche il precedente ancora non è andato oltre i 12 mesi.
Quindi, non si vede, non si sente, non si apprezzano i primi danni che impedirebbero la distruzione totale, e tutto questo nel giro di pochi mesi.

Ho chiesto se la mia problematica di assorbimento, può essere coinvolta in questa faccenda che mi sta cominciando a preoccupare: ho 40 anni e se proseguo di questo passo tra 10 anni non avrò più un mio dente. Nessuno mi da una risposta certa, forse, probabilmente, ma non c’è per forza di cose una relazione così stretta, visto che la dentatura si forma in due fasi (così mi è stato spiegato).

La prima all’interno del grembo materno, dove cominciano i primi processi di formazione dei denti che però usciranno dalla gengiva solo alcuni mesi dopo la nascita.
La seconda, diciamo finale, avviene attorno ai 5/6 anni quando si formano le strutture dei denti definitivi. In queste due fasi una carenza di sali minerali poteva provocare un danno, ma nessuno può escludere che questo di oggi sia comunque dovuto a problemi di assorbimento. Quindi l’eventuale assunzione odierna di fluoro o qualsiasi elemento nutritivo del dente, dopo non sortirebbe alcun effetto benefico.

Se qualcuno, esperto o medico, mi può supportare su questo quesito, mi farebbe piacere.

Settembre 2009 = Intanto grazie a FEDI che mi ha scritto (vedi messaggio N. 24/2009) che ha lo stesso analogo problema… allora il mio sospetto sta cominciando a confortarsi.

Dicembre 2009 = Nel contesto delle terapie opoterapiche in atto, anche queste strane segnalazioni potrebbero non essere estranee.

Gennaio 2010 = …intanto sto devitalizzando un altro molare inferiore… ma nessuno è in grado di legare questo fenomeno alla GCAA o di dissociarlo scientificamente?

16 NOVEMBRE 2011 = Nel frattempo che il singhiozzo si è arrestato, ma continuo con la terapia in atto al 14/11/2011, ho effettuato la prevista visita gastroenterologica, presso un Professore specializzato in particolari malattie dell’apparato gastroenterico.
Il professore che ha raccolto tutte le informazioni utili sulla mia patologia e sulla mia minuziosa ricostruzione documentata e documentabile (non l’ho mai detto in questo mio diario, ma al momento ho realizzato 6 faldoni con tutti i referti dall’esordio ad oggi). Lui si è fatto una idea e ci ha solo spiegato lontanamente cosa per lui è accaduto e perchè nel mio caso c’è una compromissione neurologica seria (pregressa e attuale). Al momento dovrò effettuare circa 50 esami diagnostici, tra sangue ed altro. Mi ci vorranno alcune settimane per far tutto anche perchè alcune cose le hanno in scaletta per gennaio 2012.
La cosa più importante è che dallo studio medico sono andato via con le lacrime agli occhi, perchè oltre a me, oltre alla mia neurologa del Don Gnocchi, oggi anche questo professore è concorde nel dire che tutto ciò che venne fuori nel 2003 non giustifica più tutto il mio attuale stato. C’è una parte che sta andando comunque avanti, lentamente, ma va avanti: lui l’ha classificata come “l’AUTOIMMUNITÀ”.
Infatti lui mi ha fatto capire che Gastrite Cronica Atrofica è una cosa e c’è stata e non si riparerà mai più, ma quello che invece è tuttora attivo e che sta portando avanti la sua azione è la parola Autoimmune.
Al momento non voglio dire di più, per non illudere me ne tantomeno i lettori del sito, ma appena avrò le risposte e la diagnosi precisa ed aggiornata nonché aggiuntiva, se ci si riuscirà, allora spiegherò cosa pensa il professore.

28 NOVEMBRE 2011 = Effettuato uno dei tanti esami in corso prescritti dal nuovo gastroenterologo. L’Ecografia Addominale e Tiroidea.

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